SEMPLICEMENTE ALLUCINANTE!
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Spagna «Lo Stato decide il risarcimento, la Chiesa cattolica lo paga».
Il governo spagnolo ieri ha piegato la Conferenza episcopale che ha accettato di pagare DI TASCA PROPRIA le riparazioni a TUTTE le vittime degli abusi sessuali del clero. Tutte: quelle per le quali è scattata la prescrizione, quelle che non si siano rivolte alla commissione preposta dalla Chiesa e anche nel caso che non ci sia accordo fra le parti: i vescovi hanno accettato infatti che sia il Difensore del popolo spagnolo a stabilire gli indennizzi.
La sciagura degli abusi nel seno delle istituzioni ecclesiastiche in Spagna come in molti altri paesi è di proporzioni colossali. Fino al 2018 complice la connivenza e l’opacità della gerarchia ecclesiastica, le dimensioni del problema non erano chiare. In quell’anno il quotidiano El País ha cominciato a raccogliere testimonianze di numerose vittime di abusi, mettendo insieme la prima e unica base di dati sulla pederastia della Chiesa che a oggi conta quasi 3.000 vittime e 1.500 presunti aggressori. Questa inchiesta ha portato alla compilazione di cinque rapporti di 1.600 pagine consegnati al Vaticano.
Sulla base dello scandalo, il Congresso obbligò nel 2022 il Defensor del pueblo a stilare un rapporto sul fenomeno. Nel rapporto reso pubblico nel 2023, il Defensor stimava l’astronomica cifra di PIU' DI 400 MILA vittime che avrebbero sofferto abusi in ambito religioso, 230 mila delle quali da parte di sacerdoti o religiosi.
Rispetto alle 330 MILA IN FRANCIA, questi numeri collocano la Spagna ai primi posti nel mondo per proporzione di casi (circa L'1% DELLA POPOLAZIONE).
Nel rapporto, il Difensore, il filosofo Ángel Gabilondo, accusava le istituzioni ecclesiastiche di scarsa collaborazione e di aver coperto gli abusi. Ieri il ministro della Giustizia Félix Bolaños, accompagnato dal nuovo presidente della Conferenza episcopale Luís Argüello, e dal presidente della Conferenza spagnola dei religiosi Jesús Díaz Sariego, ha annunciato un accordo impensabile fino a pochi mesi fa.
Ci sarà un organo misto chiesa-stato e indipendente che fisserà dei criteri per diversi tipi di riparazione, oltre a quella economica: «di natura riparativa e simbolica», «di riparazione psicologica e/o psichiatrica con professionisti scelti dalla vittima e che potrebbe estendersi ai suoi familiari», di «riparazione morale del danno causato» o «qualsiasi altra forma di riparazione che possa essere proposta». Le vittime avranno un anno di tempo (prorogabile) per iscriversi in un apposito registro e saranno informate della proposta di indennizzo concordata fra chiesa e Defensor che avrà l’ultima parola.
Sarà l’istituzione ecclesiastica responsabile dell’aggressore (diocesi, ordine religioso o congregazione) a pagare. Se non ce la facesse, sarà la Conferenza episcopale a coprire i costi.
Luca Tancredi Barone
https://ilmanifesto.it/spagna-il-clero-cede-sugli-abusi
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Sono numeri semplicemente INCREDIBILI e schioccanti!
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