Charles Darwin nella sua "Autobiografia" postuma, scriverà: "Le credenze religiose si sono evolute come consolazioni adattative dalle quali ora è difficile liberarsi: sono istinti antichi che vengono inculcati e trasmessi dai genitori attraverso l’educazione."
Inoltre, rileva come il sentimento religioso sia declinato in ogni cultura in modo diverso e in forme inconciliabili, come monoteismi o politeismi. A conferma del fatto che, se la spinta a credere nel soprannaturale è un lascito del nostro percorso evolutivo, la religione che si professa dipende da dove – e da come – si nasce.
Darwin aveva ben presente la tesi difensiva dei teisti, secondo cui non si può escludere l’esistenza di Dio perché la scienza non può spiegare tutto.
Ma rispondeva loro che quella era una trincea piuttosto precaria e in continuo arretramento: se mille anni fa la luce della scienza poteva spiegare molto poco, e il resto rimaneva nell’oscurità, dove fiorivano dèi e divinità di ogni tipo, un secolo fa il cerchio di luce era già molto più grande, oggi lo è ancora di più e domani sarà enormemente più grande, andando a ridurre continuamente lo spazio per il divino, il soprannaturale e il magico. Ciò che riusciamo a spiegare senza dovere ricorrere a Dio, insomma, aumenta costantemente.
Da: "Massimo Polidoro - Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo" Feltrinelli 2025-11
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Semplice, chiaro e, soprattutto, logico.
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