mercoledì 2 maggio 2012
Le parole
Le parole. Le usiamo spesso in maniera veramente superficiale tranne "i professionisti" che le utilizzano talvolta, però, per motivi diversi dal semplice "comunicare informazioni". Volete qualche semplice esempio?
Eccone alcune che sono usate in modo estremamente "ambiguo" (facendo leva sul "social engineering" e cioè come dice Wikipedia: <<Nel campo delle informazioni per ingegneria sociale -social engineering- si intende lo studio del comportamento individuale di una persona al fine di trarne un utile.>>):
- gli autosaloni sono diventati "showroom";
- i profumi sono "fragranze";
- il cieco diventa "non vedente";
- gli inceneritori si chiamano "termovalorizzatori";
- lo spazzino è diventato "operatore ecologico";
- si "lanciano allarmi e/o appelli" quando una volta, pensateci, si diceva semplicemente "dire" o "fare".
L'elenco potrebbe continuare a lungo ma, ancora una volta, quello che conta è "riflettere" sul significato delle parole!
domenica 15 aprile 2012
La Terra solo dell'uomo?
Il mondo della comunicazione è pieno di "pensieri superficiali": nel Nord del mondo la crisi occupa una parte consistente degli spazi mentre nel Sud...... boh?
Vorrei provare a fare, adesso, una considerazione "profonda" con un finale altrettanto "profondo".
Il ragionamento è semplice e si applica a tutta la natura e non solo alla nostra Terra.
Parte da una domanda.
L'uomo è il fine ultimo della Creazione dell'Universo? Ovvero, lo scopo dell'esistente è il genere umano?
La risposta può essere di molti tipi:
- "religiosa": molte religioni rispondono di si.
- "scientifica": la scienza non risponde in modo netto ma si affida al metodo scientifico ovvero non ci sono abbastanza dati per dare una risposta "ragionevole".
- "personale": ognuno degli esseri senzienti che si sono posti il problema della scopo della vita ha dato/può dare una risposta diversa.
La mia, per quello che può valere, è che quello che sappiamo dell'Universo rende del tutto irragionevole pensare che il genere umano sia il "centro" della Creazione. Punto.
Pensate che la crisi NON sia una cosa superficiale? Ne riparlerete tra voi tra 100 anni.... Se esisterà ancora il genere umano. E io, purtroppo, non credo....
martedì 10 aprile 2012
Crescita!
Crescita. La nuova parola "magica" (che si è aggiunta e in parte sostituita a quelle analizzate in un altro mio post) che in questo periodo viene evocata in modo ossessivo.
Ricordo che appena prima che scoppiasse la crisi si parlava di tutt'altro: dei problemi dovuti alle devastazioni del nostro pianeta, degli squilibri economici tra le diverse nazioni, del riscaldamento globale, delle catastrofi naturali che erano anche in parte dovute al genere umano. Tutte cose sparite, in sostanza, dal dibattito attuale.
Qualcuno potrebbe essere tentato di farmi la domanda fatidica: qual'è la soluzione se non è la crescita? Semplice: LA DECRESCITA FELICE. Una facilissima ricerca su Internet permette di approfondire questo concetto meravigliosamente semplice ma estremamente efficace.
In particolare tutti (o quasi) i politici, gli economisti, i "tecnici" la chiedono ritenendola la panacea dei mali della nostra società.
In effetti, ad una superficiale analisi, potrebbe essere la soluzione alla disoccupazione, al calo dei consumi, alla "CRISI ECONOMICA".
Vorrei invece provare a fare una breve riflessione seria che approfondisca (e chiarisca, almeno a me) un po' il problema.
Solo una premessa: ad una recentissima Assemblea Sindacale di categoria mi sono alzato e ho presentato l'obiezioni che leggerete più sotto. Le reazioni dei miei colleghi sono state, quasi unanimemente, inizialmente di sorpresa e poi di fastidio. I sindacalisti, invece, che evidentemente avevano già riflettuto su queste cose mi hanno dato una risposta che, per me, ha dell'incredibile: "Hai perfettamente ragione. Ma adesso pensiamo alla crisi, poi penseremo al resto". Alla fine di questo post una considerazione finale che si lega a questa premessa.
Allora: crescita! Tutti cavalcano questa parola magica. Ma cosa vuole dire? In sostanza una cosa sola: AUMENTO. Di tutto: della produzione, dei consumi, dell'occupazione, ecc. ecc.
In realtà fermiamoci un attimo e riflettiamo. Aumento, si; ma di che cosa, in realtà? Della pressione ambientale, dello sfruttamento delle risorse naturali, dell'inquinamento, della complessità del nostro mondo. Punto.
Questo è il punto fondamentale, il resto è contorno: fumo, nebbia; quello che si vede ma nasconde la realtà "vera" che c'è dietro.
Ricordo che appena prima che scoppiasse la crisi si parlava di tutt'altro: dei problemi dovuti alle devastazioni del nostro pianeta, degli squilibri economici tra le diverse nazioni, del riscaldamento globale, delle catastrofi naturali che erano anche in parte dovute al genere umano. Tutte cose sparite, in sostanza, dal dibattito attuale.
Qualcuno potrebbe essere tentato di farmi la domanda fatidica: qual'è la soluzione se non è la crescita? Semplice: LA DECRESCITA FELICE. Una facilissima ricerca su Internet permette di approfondire questo concetto meravigliosamente semplice ma estremamente efficace.
Commento finale che si riallaccia alla premessa: "Adesso cresciamo poi penseremo al resto!" Allucinante. Poi? Ci sarà un poi?
sabato 7 aprile 2012
Previsioni del tempo (ancora)
Allora, ho controllato le previsioni del tempo su due dei più utilizzati e (considerati) affidabili siti per le previsioni del tempo: http://www.ilmeteo.it e http://wwwold.meteoam.it. Il primo è il più visitato in assoluto e il secondo è il sito "ufficiale" del Servizio Meteorologico del Ministero dell'Interno.

Questa sera vi dirò chi ha avuto ragione. Nel frattempo una semplicissima considerazione: nessuno nega che il tempo sia molto difficile da prevedere ma allora che senso ha farne localizzate addirittura Comune per Comune e ora per ora?
Le previsioni per la provincia di Piacenza prelevate il giorno 7 aprile alle ore 10:00 le trovate qui sotto.


Avete notato? Per LA GIORNATA ODIERNA sono MOLTO DIVERSE!
Questa sera vi dirò chi ha avuto ragione. Nel frattempo una semplicissima considerazione: nessuno nega che il tempo sia molto difficile da prevedere ma allora che senso ha farne localizzate addirittura Comune per Comune e ora per ora?
A stasera.
Aggiornamento: il tempo a Piacenza è stato nuvoloso ma senza precipitazioni per tutto il pomeriggio e la sera. Direi (ad occhio) che NESSUNO dei due siti ha azzeccato pienamente le previsioni.
martedì 2 dicembre 2008
Le previsioni del tempo
Nel 2001 nel Nord Italia si verificò una devastante siccità (http://www.3bmeteo.com/giornale/meteo_articolo-54.htm) in seguito alla quale TUTTI gli esperti di meteorologia vaticinarono unanimi che l'Italia tutto si avviava verso la desertificazione con piogge violente e concentrate in pochissimi periodi dell'anno, una sostanziale sparizione delle precipitazioni nevose e un aumento delle temperature medie.
La situazione in realtà si è dimostrata molto più variegate: per esempio in Pianura Padana si sono verificati anni con piogge copiose e diluite nei vari mesi con anni effettivamente più caldi e secchi.
Sono personalmente convinto che, a lungo periodo (50-100 anni) queste fosche previsioni siano corrette o quantomeno molto probabili ma i "maghi" usavano parole come "immediato", "certo", "ineluttabile", "assodato".
Il punto è proprio questo: in un settore come le previsioni del tempo (soggette a un numero incredibile di parametri e variabili) gli scienziati DOVREBBERO usare cautela e moderazione, indicare linee di tendenza, utilizzare termini dubitativi.
Questo non succede, anzi. Le previsioni si fanno sempre più "accurate" (secondo loro): localizzate nei singoli paesini, ad ogni ora e anche sul lungo periodo (settimane o mesi).
Quasi sempre regolarmente imprecise o completamente errate.
Fateci caso, provate a verificare nell'immediato le previsioni (per esempio usando: http://www.ilmeteo.it/meteo) scrivendole e controllandole in tempo reale.
Sono QUASI certo che almeno nel 60-70% dei casi saranno sbagliate da poco a molto.
mercoledì 19 novembre 2008
Il valore delle parole
Questa è veramente bella:
1. un noto uomo politico accusa un altro notissimo politico di essere un "corruttore"
2. l'accusato ribadisce: "porti le prove di quanto dice e mi denunci o io denuncio lui"
2. replica del primo: "intendevo corruttore POLITICO"
Scommetto che tutto finirà in una bolla di sapone.
Incredibile, le parole (in bocca ai politici) diventano un gioco di prestigio.
mercoledì 5 novembre 2008
Sviluppo e innovazione
"Sviluppo" e "innovazione" sono due parole "magiche" che compaiono spessissimo nei discorsi dei politici e nelle analisi sociologiche dei media.
Molto raramente (per non dire mai) vengono però spiegati nel loro reale significato al di là della facile e superficiale attrazione che esercitano nel pubblico.
Vediamo un po':
1. Sviluppo. E' sempre coniugato nel senso di aumento e/o diversificazione dei consumi (soprattutto hardware), più produzione industriale, crescita demografica, livello di vita più alto (e crescita delle "necessità", nuovi e più prodotti, ecc.) e questo implica necessariamente:
- maggior sfruttamento delle risorse naturali (che sono, ovviamente,tutt'altro che infinite),
- maggior inquinamento,
- più pressione ambientale.
2. Innovazione. Viene vista nelle sue accezzioni di cambiare prodotti, metodi e modalità di lavoro, abitudini di vita, strutture sociali, sottintende che vecchio vuol dire sbagliato e non più adeguato. ecc. Questo implica:
- aumento della quantità di rifiuti prodotti;
- più e/o nuovo sfruttamento di risorse naturali;
- costruzione e/o demolizione di luoghi di produzione con conseguente nuova logistica come i sistemi di trasporto e di comunicazione;
- divaricazione crescente tra chi non riesce (o non vuole) seguire i cambiamenti e che, invece, ci riesce;
- straniamento e ansia di inadeguatezza in un sempre maggior numero di persone.
Una facile obiezione a quanto sopra è che ragionare così vuol dire essere contrari al "progresso". Personalmente non è così anzi, voler vedere nei suoi effetti pratici questi (e altri) "slogan" e riflettere sui cambiamenti della nostra civiltà mi sembra INDISPENSABILE.
Tra l'altro non dovrebbe essere lo scopo dei media di informazione?
E' nella logica delle cose che i "politici" in democrazia inseguano il consenso degli elettori quindi gli dicano quello che questi volgliono sentire; non accettabile è che molti organi di informazione non presentino TUTTI gli aspetti di un futuro cambiamento.
A mio avviso, a monte, il vero problema di fondo è che si può, e si deve, riuscire a far passare nella "cultura" generale il concetto di LIMITE (tutto ha e deve avere un limite: il numero di figli, le dimensioni delle auto, la quantità di birra che si può bere prima di guidare, ecc. ecc.) riflettendo su quello che stiamo facendo e su quello che lasceremo ai nostri figli.
Secondo me, ovviamente.
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