lunedì 24 marzo 2025

Uomini e donne

Deuteronomio 25:11-12 Nuova Riveduta 2006 (NR06)

Quando degli uomini si metteranno a litigare, e la moglie dell’uno si avvicinerà per liberare suo marito dalle mani di quello che lo percuote, stenderà la mano e afferrerà i suoi genitali, tu le mozzerai la mano; l’occhio tuo non ne abbia pietà.

 https://www.bible.com/it/bible/compare/DEU.25.11-12

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La Sacra (!!) Bibbia: parola di Dio...

lunedì 17 marzo 2025

Il big bang

Il grande equivoco del big bang

Si usa lo stesso nome per due cose diverse, ed è "una confusione seria", spiega Amedeo Balbi, astrofisico e autore di diversi libri di divulgazione scientifica. 

C’è un equivoco persistente che riguarda l’origine del nostro universo e la sua descrizione scientifica. L’equivoco nasce dal fatto che si usa lo stesso nome, ovvero «big bang», per riferirsi sia a un modello sia a un evento. È una confusione seria.

Il modello del big bang è oggi la nostra migliore descrizione dell’evoluzione dell’universo osservabile nei passati 13,8 miliardi di anni. Secondo questo modello, l’universo ha raggiunto il suo stato attuale espandendosi ininterrottamente a partire da una condizione di altissima densità e temperatura, in cui tutta la materia era scomposta nei suoi costituenti fondamentali. Il modello del big bang poggia sulle solide basi della teoria della relatività generale di Einstein, su un quadro fisico messo alla prova fino alle più alte energie raggiunte negli acceleratori di particelle, nonché su una serie impressionante di evidenze: le più notevoli sono l’espansione dell’universo, l’esistenza di un fondo cosmico di radiazione a microonde, e la corretta previsione dell’abbondanza dei nuclei di elio e degli atomi più leggeri. È un modello di straordinario successo – nei limiti in cui è applicabile – e che al momento non ha alternative credibili.

Tuttavia, la maggior parte delle persone (scienziati inclusi) usa il termine «big bang» in un altro senso, per riferirsi all’evento che avrebbe dato inizio al nostro universo.

E qui le cose si fanno confuse, per almeno due ragioni. La prima è che non è del tutto chiaro a quale evento ci si riferisca. La possibilità meno problematica è che si usi il termine «big bang» per indicare uno stato primordiale in cui densità e temperatura avevano valori enormi ma non infiniti, e da cui si è dipanata la successiva evoluzione dell’universo osservabile (descritta dal modello del big bang). In questo senso, che è quello generalmente inteso (magari senza dirlo in modo esplicito) dagli addetti ai lavori, il big bang non è altro che una fase all’interno di una cornice fisica preesistente, che si può descrivere ragionevolmente bene con le teorie conosciute.

Ma c’è un’altra possibilità, più problematica. Se si spinge ancora più indietro nel tempo la descrizione dell’evoluzione dell’universo basata sulla relatività generale, si arriva fatalmente a uno stato in cui la temperatura e la densità diventano infinite: è quello che i fisici chiamano una «singolarità». Questo stato segnerebbe l’inizio stesso del tempo e dello spazio, ed è quello a cui molti pensano quando usano la parola «big bang»: un istante che non ha un prima, l’improvvisa comparsa dal nulla di tutto ciò che esiste.

Purtroppo (e questa è la seconda e più grave ragione di confusione), mentre non abbiamo praticamente alcun dubbio sul fatto che l’evoluzione dell’universo sia iniziata 13,8 miliardi di anni fa da uno stato di enorme densità e temperatura (che possiamo continuare a chiamare «big bang» per comodità), non c’è alcuna prova che esso sia originato da una singolarità. Ed è proprio la comparsa degli infiniti a metterci in guardia: ci dice che la fisica che usiamo per spingerci in quei territori è inadatta a descriverli e che dovrà necessariamente essere aggiornata a una versione migliore, che ancora non abbiamo. Di fatto, le idee che i fisici teorici stanno esplorando, in questo senso, presuppongono che il nostro universo sia il risultato di processi precedenti, che per ora non abbiamo gli strumenti concettuali per comprendere. Ex nihilo nihil fit, dicevano i filosofi antichi: nulla viene dal nulla, e la cosmologia moderna, intesa correttamente, non avrebbe niente da eccepire.

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Non semplicissimo da capire ma molto interessante.

domenica 9 marzo 2025

Come fa la massa ad aumentare quando vai più veloce?

 Come fa la massa ad aumentare quando vai più veloce?

Per rispondere a questa domanda, però, ce ne dobbiamo porre un’altra: cosa intendiamo per massa? Potreste aver sentito dire che nulla che abbia massa possa andare alla velocità della luce. Le uniche cose che viaggiano a circa 300mila chilometri al secondo sono i fotoni, quindi, la luce. Niente con una qualsiasi massa può viaggiare alla velocità della luce, perché man mano che ci si avvicina, la massa aumenta. E se viaggiassimo alla velocità della luce, avremmo una massa infinita.

Una delle cose di cui dobbiamo renderci conto è che la velocità della luce è molto, molto speciale. Non è semplicemente la velocità di qualcosa che si muove nello spazio. Man mano che ci si avvicina alla velocità della luce, il tempo stesso inizia a rallentare. E lo spazio a contrarsi. Man mano che ci si avvicina a quella velocità, l’intero universo diventa sempre più piccolo, fino a diventare un singolo punto.

La luce non sperimenta lo spazio o il tempo. Il tempo e lo spazio stesso si fermano, quando vai a quella velocità. Quindi il motivo per cui non si può accelerare alla velocità della luce, e quindi il motivo per cui diciamo che avresti una massa infinita, è difficile da capire perché non consideriamo la massa come una forma di energia. Ma se riprendiamo il concetto di Einstein, E uguale mc al quadrato, capiamo che massa ed energia sono equivalenti. La massa, in sostanza, è la misura di quanta energia c’è in un oggetto. Ed è per questo che la massa sembra aumentare man mano che si va più veloci, ma non è che si diventa più pesanti!

L’aumento di massa è qualcosa che viene osservato solo dalle persone che ti guardano passare. Se fossi su un’astronave che va fin quasi alla velocità della luce, non saresti più pesante. Potresti saltare, muoverti, sederti e alzarti. Non noteresti alcun cambiamento. Ma se qualcuno misurasse la tua massa mentre passi, alla tua massa a riposo dovrebbe sommare questa energia data dall’enorme velocità con cui stai attraversando lo spazio. Si chiama massa relativistica.

https://www.passioneastronomia.it/la-velocita-della-luce-spiegata-bene/

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Semplice, vero? Ecco un eccellente esempio di come rendere apparentemente semplice e comprensibile questioni complesse e difficilissime!!!