giovedì 24 agosto 2023

Pseudo scientifica

 Wolfgang Pauli diceva che una affermazione è "pseudo scientifica" se:

- non ha nessun legame concreto (sia pur minimo) con nessuna teoria conosciuta;

- non è riconducibile a nessun fenomeno noto;

- non è supportata da alcun esperimento pratico (o, come minimo, concettualmente possibile).

Di conseguenza l'affermazione è interamente “campata in aria” quindi CERTAMENTE (fino a prova contraria) SBAGLIATA.

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Abbastanza semplice...

mercoledì 16 agosto 2023

Editoria

 I dati che seguono sono diffusi dal Ministero.

Tra i 117 giornali e periodici (!!) che si dividono la torta dei contributi pubblici all’editoria, ben 55 (pari al 47,01%) sono testate e riviste di chiara matrice cattolica se non addirittura organi di stampa che fanno capo a diocesi italiane. In pratica quasi un giornale su due finanziato dallo Stato ha come editore di riferimento la Chiesa.

Si scopre che su 72 milioni e 300 mila euro, i 55 beneficiari di orientamento cattolico incassano 25 milioni e 915 mila euro, cioè il 35,84% del totale. Sul podio Famiglia cristiana (6 milioni), Avvenire (5 milioni e 573mila euro) e Il cittadino (1.424.000 euro), testata diocesana di Lodi e Milano.

Il 36% dei 72 milioni che dovrebbero essere destinati a sostenere il pluralismo dell’informazione vanno a finire in tasca alla stampa controllata da diocesi, congregazioni religiose e gruppi come Comunione e Liberazione.

Avvenire, il giornale dei vescovi che incassa 5,6 milioni di euro, è (apparentemente) il quinto quotidiano più seguito in Italia», spiega Raffaele Carcano, direttore della rivista edita dall’Uaar, Nessun Dogma, ma se si controlla meglio si scopre che il quotidiano dei vescovi detiene un discutibile record: l’85% delle copie – cartacee e digitali – è costituito da copie gratis, iperscontate o acquistate da non specificati terzi (parrocchie: in un circolo vizioso per cui le “vendite” lievitano e con esse anche i fondi ricevuti). In pratica con i milioni dei contribuenti può permettersi di circolare gratuitamente o a prezzi di estremo favore, rappresentando così il giornale proporzionalmente meno scelto (rispetto ai fondi ricevuti) da chi vuole spendere qualcosa per leggersene uno. L’ennesimo gigantesco spreco di fondi statali è una volta di più un carissimo regalo alla Chiesa». Il dato effettivo, per il giornale di proprietà dei vescovi, è semplicemente catastrofico. Precipita infatti a circa 15.000 copie, uscendo dalla top quindici della classifica. Nessun altro quotidiano tra quelli presi in considerazione si avvicina anche soltanto lontanamente a dati di questo tipo.

Quanto sopra stando ai dati di vendita Ads pubblicati da Prima Comunicazione (testata specializzata in editoria).

Riassumendo: il quotidiano dei vescovi, quello che ha alle spalle la più grande multinazionale del mondo e i giganteschi introiti dell’8×1000, incassa quasi sei milioni all’anno di contributi statali. Con questi soldi può permettersi di circolare soprattutto gratuitamente, o a prezzi di estremo favore (di chi?), rappresentando così il giornale proporzionalmente meno scelto da chi vuole spendere qualcosa per leggersene uno.

Si tratta di un caso di proselitismo «dopato» dalle tasse pagate dai contribuenti – che, grazie alla secolarizzazione, in due casi su cinque non sono ormai neppure cattolici. E che va ad aggiungersi all’evangelizzazione della Rai: finanziata dai contribuenti per erogare servizio pubblico, ma in cui l’opinione cattolica vi è espressa con frequenza letteralmente totalitaria.

La sforbiciata dovrebbe aver luogo non solo per ragioni di laicità, ma – ancora prima – per banalissimi motivi di decenza.

giovedì 15 giugno 2023

L'evasione fiscale in Italia, i dati.

 L'evasione fiscale in Italia è un tema spinoso e "divisivo", ma (a mio avviso) meritevole di essere affrontato in modo "scientifico" ragionando sui numeri e su considerazioni il più possibile "sterili".

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I dati e le osservazioni sono tratti dalle seguenti fonti:

https://pagellapolitica.it/articoli/evasione-fiscale-meloni-banche-big-company

https://www.ilfoglio.it/economia/2023/05/30/news/colpevolissime-evasioni-le-parole-false-e-demagogiche-di-meloni-sul-pizzo-di-stato--5326597/

https://www.mef.gov.it/ministero/commissioni/rel_ev/index.html

https://www.ilpost.it/2023/05/30/evasori-fiscali-big-company-meloni/?homepagePosition=16

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In sintesi: chi evade DI PIU' (come ammontare totale) sono i lavoratori autonomi, ossia i liberi professionisti e i piccoli commercianti, attraverso la mancata fatturazione e l’omissione dello scontrino fiscale.

I dati dell’ultima relazione, che accompagna la Nadef del governo Meloni, mostrano che nel 2020 l’evasione Irpef da lavoro dipendente è di 3,8 miliardi, mentre l’evasione da lavoro autonomo e impresa di 28,3 miliardi. Sempre secondo la stessa relazione, la propensione all’evasione è del 2,4% per i dipendenti e del 69,7% per gli autonomi. La propensione all’evasione dell’Ires (l’Imposta sui REdditi delle Società) è del 24%, la pagano non solo le multinazionali, ma anche tantissime piccole imprese. 

Entrando nello specifico l'evasione fiscale si misura tramite il cosiddetto "tax gap", ossia la differenza tra quanto si stima che sarebbe dovuto e quanto realmente viene versato dai contribuenti. Gli ultimi dati disponibili fanno riferimento al 2020, quando il tax gap è stato di 89,8 miliardi di euro: 79 miliardi è la stima delle imposte evase (IRPEF, IVA, IRES e IRAP), mentre 10,8 miliardi sono i contributi non pagati, cioè quei pagamenti che servono per finanziare le pensioni e le prestazioni assistenziali come la malattia, il congedo parentale, ecc. 

Secondo esperti e commentatori di tutte le aree politiche, un’evasione dell’IRPEF e dell’IVA così alta da parte dei lavoratori autonomi è dovuta alla cosiddetta "evasione con consenso", che si ha quando fornitore e cliente decidono insieme di evadere l’imposta: in casi di questo tipo l’azienda o il professionista non emette fattura o scontrino, evitando così di pagarci l’IRPEF, e il cliente finale beneficia di uno sconto pari all’IVA che altrimenti avrebbe dovuto pagare.

Le grandi aziende (soggette all’IRES) hanno evaso o eluso, nel 2020, 9 miliardi. Per quanto il peso dell’evasione delle grandi aziende sia inferiore, è vero che utilizzano talvolta altri metodi per non pagare le tasse, o pagarne meno. Per esempio le grandi multinazionali spostano interi rami d’azienda o la sede legale in paesi con una fiscalità di vantaggio, come possono essere l’Irlanda, il Lussemburgo o i cosiddetti “paradisi fiscali”, come le isole Cayman e le Bermuda. In questo caso si parla non di evasione ma di elusione fiscale, ossia le leggi tributarie vengono aggirate e non violate.

In breve: è falso che l’evasione fiscale riguarda le multinazionali e non il piccolo commerciante. Anzi, è vero l’esatto contrario. E non perché le multinazionali siano oneste e i piccoli commercianti disonesti, o viceversa. Non c’entra nulla la morale. È che la possibilità di evadere è in genere inversamente proporzionale alla dimensione dell’impresa. È probabile che un piccolo negozio non emetta lo scontrino, mentre non accade mai in un supermercato della grande distribuzione. E questo non per una diversità “etica” degli operatori economici, ma perché nelle grandi imprese organizzate in modo impersonale la registrazione degli incassi è anche un processo di contabilità e controllo interno.

Nello specifico dell’evasione Iva, l’Italia ha un tax gap del 20,8%, simile alla Grecia (19,7%), mentre quello della Francia è all’8% e della Germania al 4,8%. Non è un caso che Italia e Grecia abbiano un tessuto produttivo con molte più pmi (piccole / medie imprese) e più evasione Iva, mentre Francia e Germania abbiano molte più big company e meno evasione Iva.

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Questi sono i dati: la mia considerazione (e non solo mia) è che la massa dei piccoli commercianti e autonomi vota, in buona maggioranza "a destra", mentre le big company no, quindi la politica di questo governo (e di quasi tutti dal dopoguerra).....


mercoledì 10 maggio 2023

La sostenibilità ambientale spiegata in modo semplice, per quanto possibile....

Dagli anni ’80 del secolo scorso la specie umana consuma annualmente più risorse rinnovabili di quelle rigenerate dalla fotosintesi. Da allora il divario è progressivamente aumentato. Secondo i dati elaborati dal Footprint Institute, nel 2021 le ha esaurite il 29 luglio.

 La specie umana rimane nei limiti della sostenibilità ambientale:

− se non consuma più risorse rinnovabili di quelle che vengono rigenerate annualmente dalla fotosintesi clorofilliana e dai processi biochimici che attiva;

− se non genera con le sue attività una quantità di emissioni di anidride carbonica superiore a quella che la fotosintesi riesce a sintetizzare;

− se non riduce la fotosintesi clorofilliana con le deforestazioni e l’impermeabilizzazione dei suoli;

− se non riduce la biodiversità, come sta avvenendo a causa del riscaldamento globale, dell’inquinamento, delle monocolture intensive, del disboscamento, dell’urbanizzazione, dello sfruttamento diretto con la caccia e la pesca;

− se non produce sostanze di sintesi chimica non biodegradabili.

Dalla seconda metà dell’800, con la combustione delle fonti fossili l’anidride carbonica emessa ha cominciato a superare quella assorbita dalla vegetazione con la fotosintesi clorofilliana. Le quantità eccedenti si sono accumulate negli oceani e nell’atmosfera. Per 8000 secoli la concentrazione di anidride carbonica nel miscuglio di gas che compongono l’aria ha oscillato tra le 170 e le 270 parti per milione. Tanta ne veniva emessa dalla respirazione di tutti i viventi e altrettanta ne veniva assorbita dalla fotosintesi clorofilliana. Tanta ne veniva stoccata dagli arbusti nella cellulosa e dagli alberi nella lignina, altrettanta ne veniva emessa dalla combustione del legno. Analogamente tanto ossigeno veniva emesso dalla fotosintesi e altrettanto ne veniva assorbito dai viventi con la respirazione.

Oltre a intervenire nella fotosintesi, l’anidride carbonica influisce sulla temperatura terrestre perché lascia passare tutto lo spettro della radiazione luminosa inviata dal Sole (raggi ultravioletti, radiazione visibile e infrarosso vicino), ma trattiene nell’atmosfera una parte della radiazione infrarossa che la superficie terrestre, riscaldata dalla luce del Sole, emette con una lunghezza d’onda diversa (infrarosso lontano). Di conseguenza, se aumentano le concentrazioni di anidride carbonica cambia il profilo termico dell’atmosfera: vicino al suolo la temperatura media aumenta, mentre nella stratosfera diminuisce, in modo da consentire di espellere all’esterno del nostro pianeta una quantità di energia corrispondente a quella che vi entra. La piccola percentuale di CO2 che si è stabilizzata nell’aria da almeno 8000 secoli ha fatto sì che la temperatura media del pianeta fosse di +15 °C, invece di -18 °C.

In meno di tre secoli la concentrazione di anidride carbonica nell’aria è aumentata da 270 a 419,1 parti per milione (dato 2021), innescando l’innalzamento più rapido della temperatura vicino alla superficie della Terra che si sia mai verificato: rispetto all’epoca pre-industriale la temperatura media alla base dell’atmosfera è aumentata di 1,1 °C. Siamo prossimi al limite di 1,5 °C, che nel 2015 alla COP 21 di Parigi è stato considerato la soglia oltre la quale, con un margine di +0,5 °C, raggiungerebbero il punto di non ritorno (tipping point) alcuni fenomeni che renderebbero la Terra inabitabile per la specie umana

- lo scioglimento della calotta polare artica, 

- l’arresto della corrente del Golfo, 

- lo scioglimento del permafrost con emissione di grandi quantità di metano,

- probabilmente, la liberazione di virus sconosciuti, 

- probabilmente, la variazione dell’albedo,

- ecc.

La biodiversità si sta riducendo drammaticamente. Secondo una relazione ONU pubblicata nel 2019 si è già estinto un milione di specie su un totale stimato di 8 milioni, molte delle quali rischiano di scomparire nei prossimi decenni. Alcuni scienziati ritengono che sia in corso la sesta estinzione di massa nella storia del pianeta Terra. Le precedenti estinzioni di massa hanno eliminato tra il 60 e il 95% di tutte le specie viventi. Servono milioni di anni affinché gli ecosistemi guariscano da eventi di simile portata. 

La specie umana ha superato i limiti della sostenibilità ambientale.

Per rientrare in quei limiti occorre:

− ridurre le emissioni di anidride carbonica generate dalla produzione e dal consumo di merci;

− ridurre la quantità delle risorse rinnovabili consumate annualmente dall’umanità;

− ridurre i processi che impoveriscono la biodiversità;

− smettere di produrre sostanze di sintesi che non possono essere metabolizzate dai cicli biochimici;

− smettere di ricoprire con materiali inorganici superfici sempre più vaste del pianeta;

− potenziare la fotosintesi clorofilliana, ricostituendo boschi e foreste in una misura che, secondo le valutazioni di Stefano Mancuso, per essere efficace, non può essere inferiore a mille miliardi di alberi;

− aumentare la sostanza organica nei terreni.

La diminuzione delle emissioni di anidride carbonica si può ottenere: 

-  sostituendo le fonti energetiche fossili con fonti rinnovabili;

- aumentando l’efficienza con cui si utilizza l’energia in modo di consumarne di meno a parità di servizi energetici; 

- riducendo drasticamente gli allevamenti industriali per ridurre il metano emesso dalle fermentazioni enteriche dei ruminanti. 

La riduzione dei consumi di risorse naturali si può ottenere:

- limitando gli sprechi; 

- aumentando l’efficienza dei processi di trasformazione delle materie prime in beni;

- producendo oggetti che durano di più e sono riparabili; 

- recuperando e riutilizzando i materiali contenuti negli oggetti dismessi;

- ridimensionando il valore dell’innovazione perché induce ad accelerare i processi di sostituzione degli oggetti, anche di quelli che svolgono ancora perfettamente la loro funzione; 

- riducendo la mercificazione con lo sviluppo dell’autoproduzione e degli scambi fondati sul dono reciproco del tempo; valorizzando le relazioni umane fondate sulla solidarietà.

Se la specie umana non ricondurrà i suoi consumi di risorse e le emissioni di anidride carbonica nei limiti della sostenibilità ambientale, non ridurrà progressivamente la produzione di sostanze di sintesi chimica non biodegradabili e le forme di inquinamento che riducono la biodiversità, si modificheranno irreversibilmente gli equilibri geobiochimici che le hanno consentito di svilupparsi e correrà il rischio di estinguersi.

Maurizio Pallante, L'imbroglio dello sviluppo sostenibile (Lindau 2022-11).

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Personalmente io credo che, ahimè, abbiamo già superato il punto di non ritorno! Anche perché, a livello planetario, le nazioni più inquinanti (Cina, India) non hanno nessuna intenzione di cambiare il loro atteggiamento ambientale. Con buone ragioni, tra l'altro...

mercoledì 19 aprile 2023

Il Consiglio Regionale Siciliano

 Un altro post sui costi della politica italiana.

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I consiglieri regionali siciliani hanno bisogno: paghe più alte di circa 900 euro lordi al mese, che si aggiungono agli 11.100 euro attuali. Di Accursio Sabella, 8-02-2023

https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/08/la-sicilia-combatte-linflazione-aumentati-gli-stipendi-dei-deputati-regionali/7033828/

I consiglieri regionali siciliani vedranno salire le proprie indennità di circa 900€ lordi al mese: un aumento di circa 11000 € lordi annui per ognuno dei 70 onorevoli. Aumento accolto in silenzio a Palazzo dei Normanni, nessuna forza politica ha commentato l’aumento. I consiglieri regionali, che in Sicilia si chiamano deputati, hanno una indennità di 11.100 €, la diaria (4.500 €) viene considerata rimborso spese e non tassabile. A queste voci si aggiunge quella riguardante i rimborsi per i collaboratori: 3.180 € mensili. Totale: 18780€

E’ stato approvato anche l’articolo che riguarda i Forestali siciliani, una platea di precari stagionali che hanno rappresentato spesso l’immagine del clientelismo della politica siciliana, come è stato ribadito da qualche consigliere nel corso della seduta a Palazzo dei Normanni. La norma prevede una spesa di circa 22,5 milioni di euro in più che corrispondono da un lato all’adeguamento al contratto nazionale e dall’altro agli “arretrati contrattuali spettanti per gli anni 2021 e 2022”. Visto che i Forestali siciliani sono circa 17mila, (Il Canada ha un'estensione di foreste di oltre 400mila km quadrati e ha un corpo forestale di circa 4.200 Rangers, la Sicilia ha una superficie forestale di 5,12 km quadrati – dati da Wikipedia) dovrebbe trattarsi di un aumento compreso tra i 50 e i 100 euro lordi al mese in ogni busta paga. In totale lo stanziamento per i forestali è di circa 220 milioni di euro.

Dal prospetto del bilancio emerge che la somma che l’Ars spende per gli ex deputati è di gran lunga maggiore rispetto a quella stanziata per i deputati in carica (17,5 milioni di euro per vitalizi e pensioni). Altri 5,9 milioni invece serviranno per gli stipendi dei dipendenti dei gruppi parlamentari, la spesa maggiore è riguarda il personale del parlamento siciliano che negli ultimi anni è stato rimpolpato da alcuni innesti: la spesa complessiva è di circa 27 milioni di euro l’anno, mentre il costo delle pensioni degli ex dipendenti sfiora i 49 milioni di euro. Totale: 133,5 milioni l’anno.

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Commento mio: questi dati sono, di per se, VERGOGNOSI! Soprattutto perché è una situazione che si trascina da moltissimi anni ed è risaputa DA TUTTI. Mi rendo ben conto che la realtà è più complicata di come appare da questi semplici numeretti MA:

1. che l’Assemblea Regionale “in piena autonomia” decida di aumentarsi l’indennità mi sembra palesemente incongrua in questa situazione economica;

2. Ecco due interessanti grafici:



Altri dati piuttosto interessanti.

Assemblea regionale siciliana: 70 deputati → Abitanti: 4806738 (31.10.2022) PIL procapite: 17400 €‎

Indennità dei “deputati”: 11100€ (12000€ dal 2023, aggiungendo diaria e spese per collaboratore 18780€) più: - Per spese di trasporto in treno, aereo e nave è previsto un rimborso forfettario annuo di 10.000 €- Una seconda indennità da 15.979 euro all’anno per le spese di trasporto in auto sostenute per spostarsi dalla provincia di provenienza alla capitale, Palermo. Una somma aggiuntiva di 6.646 euro anche chi è di Palermo. - Spese telefoniche: a tutti i deputati un gettone da 4.150€ annui per spese telefoniche/servizi on line. - Un gettone aggiuntivo se si ricoprono cariche all’interno del Parlamento: ogni presidente di commissione 3.316 euro netti mensili, i vice presidenti 829 euro aggiuntivi e i segretari 414. I deputati questori hanno un bonus aggiuntivo mensile di 4.642 euro netti. I due vice presidenti dell’Ars aggiungono allo stipendio e alla diaria altri 5.149 euro netti al mese e il presidente dell’Ars ha un gettone aggiuntivo di 7.724 euro al mese. https://cataniacreattiva.it/volete-far-fortuna-candidatevi-alla-regione-siciliana-ecco-quanto-ci-costano-ogni-anno-i-suoi-deputati-vergogna/

Consiglio regionale del Veneto

Regione più visitata in Italia secondo i dati Eurostat, con 19,6 milioni di arrivi e 69,2 milioni di presenze turistiche nel 2018

Abitanti: 4 840 612 (31-10-2022)

Indennità massima dei 51 consiglieri: 11400€

PIL pro capite: 31.253 euro

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Consiglio regionale della Lombardia

Il Consiglio regionale Lombardo si compone di 80 consiglieri

Indennità: un massimo di 11 185€

Abitanti: 9 950 144 abitanti

PIL pro-capite: 36800€

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Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna

Consiglieri: 51

Indennità mensile 14785€ (max), 12258€ (min)

PIL pro-capite: 23680€

Abitanti: 4427880

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Salvo diversa indicazione i dati riportati sono stati presi da Wikipedia e sono, quindi, di PUBBLICO DOMINIO.

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Altro da aggiungere? Tante cose…. Ma meglio non scrivere parolacce...

mercoledì 8 marzo 2023

Deputati e senatori: se vogliamo le eccellenze dobbiamo pagarle?

 Un altro post piuttosto lungo ma "succoso"

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Quanto guadagnano deputati e senatori in Italia?

Premessa: prima delle elezioni politiche 2022, il tema non è stato inserito in nessuno dei programmi elettorali dei partiti in campo e appare destinato a restare fuori dal dibattito parlamentare anche in questa legislatura.

Di recente il M5S ha proposto il blocco dell’adeguamento dell’indennità parlamentare, all’unanimità le Camere “hanno approvato la proroga, fino al 31-12-2025, del blocco dell’adeguamento dell’indennità parlamentare, in vigore dal 2007; con un risparmio (nel 2025) di 29,4 milioni di €”.

Vediamo quanto incassa mensilmente in Italia chi siede alla Camera o al Senato, dando uno sguardo alle voci che compongono quello che è lo stipendio di un parlamentare.

Attualmente i deputati hanno diritto a un’indennità netta di 5.000 € al mese più una diaria di 3.503,11 e un rimborso per spese di mandato pari a 3.690 €. A questi si aggiungono 1.200 € annui di rimborsi telefonici e da 3.323,70 fino a 3.995,10 € ogni tre mesi per i trasporti.

I senatori invece ricevono un’indennità mensile lorda di 11.555 €. Al netto la cifra è di 5.304,89 , più una diaria di 3.500 € cui si aggiungono un rimborso per le spese di mandato pari a 4.180 € e 1.650 € al mese come rimborsi forfettari tra telefoni e trasporti.

Senza considerare le eventuali indennità di funzione,

i componenti del Senato guadagnano ogni mese 14.634,89 € contro i 13.971,35 € percepiti dai deputati.

Deputati e senatori hanno diritto anche a un assegno di fine mandato, pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo.

Uno studio inglese sugli stipendi dei parlamentari in Europa ha calcolato che il costo di un parlamentare italiano è di circa 120.500 sterline all’anno. Praticamente il doppio dei colleghi inglesi che percepiscono 66.000 sterline, molto di più di quelli dei politici tedeschi e francesi e addirittura sei volte tanto di quelli spagnoli.

Un report del " Il Fatto Quotidiano " nel 2020 riporta questi dati. Ad oggi non è cambiato nulla.

I parlamentari italiani hanno gli stipendi più alti

del mondo:

lo dice (anche) uno studio dell’Ue. “140mila €, ai tedeschi 90mila”

Un'indagine comparativa di Bruxelles li inchioda: deputati e senatori eletti a Roma guadagnano in media 40 mila € più degli omologhi tedeschi, 56mila € più dei francesi, 35mila più degli americani, il doppio esatto dei lord inglesi e 10 volte più degli ungheresi. Non sono mica i più alti d’Europa, giù le mani dai nostri stipendi!”. Hanno ragione. Le loro retribuzioni sono le più alte del mondo intero! E con grande distacco! A mostrarlo, con tanto di tabelle, è proprio l’Europa. Il grafico è contenuto all’interno di un rapporto sul sistema previdenziale del Parlamento Europeo in discussione a Bruxelles di 213 pagine, richiesto dalla Commissione per il controllo dei bilanci. Gli analisti hanno comparato i trattamenti erogati negli anni dal Parlamento Europeo a quelli concessi dai singoli Stati ai loro eletti. Nel 2019, si legge, le pensioni degli ex eurodeputati sono costate complessivamente 15 milioni di €: a pagina 48 vengono comparati i livelli retributivi degli eletti in tutto il mondo utilizzati nel 2009, quando si trattò di stabilire la quota contributiva e quella a carico del bilancio dell’Unione. Ed ecco la tabella. Non da oggi, ma da almeno 11 anni.

Un deputato di Roma viene pagato il 400% in più di quello di Madrid. Qualcuno tra i 535 eletti negli USA potrebbe chiedersi perché chi viene eletto in un Paese 30 volte più piccolo e con un quinto degli abitanti prenda 35mila € in più l’anno...

Nel 2017, l’allora presidente di Montecitorio Laura Boldrini intervenne sul tema ammonendo che gli stipendi “garantiscono l’autonomia dei deputati” e consentono di “svolgere il proprio lavoro con disciplina e onore”. Renato Borghi della Lega, presidente della commissione Bilancio della Camera, disse che la riduzione degli stipendi avrebbe ridotto deputati e senatori a “scappati di casa. Le Camere decidono il destino del Paese: se vogliamo le eccellenze dobbiamo pagarle”. “Questi dati, dice l’Eurodeputata M5S Sabrina Pignedoli – non possono essere ignorati. Dopo il taglio del numero dei parlamentari bisogna passare a quella della riduzione dello stipendio.

https://justpaste.it/WOWGliStipendiparlamentari

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Bisogna anche tener conto che tutti i membri delle varie Commissioni, ministri e sottosegretari hanno gettoni di presenza. Senza dimenticare che i nostri rappresentanti godono di molti altri benefit: bouvette e ristoranti, parrucchieri e altri servizi a prezzi super agevolati, abbonamenti e biglietti aerei gratis o quasi, ecc, Ecc. Ecc.


Riunione spiritica...

Consiglio la lettura di questo articolo:

 https://www.ilpost.it/2018/04/04/prodi-seduta-spiritica-moro/?utm_source=ilpost&utm_medium=correlate&utm_campaign=correlate_1

Aldilà del contenuto (interessante e, come quasi sempre sul sito del Post.it, ottimamente documentato) mi è piaciuto perché spiega molto bene come estrapolando SOLO una parte delle informazioni si possa "mandare completamente fuori strada" chi legge o ascolta...

Insomma, come dice un proverbio arabo: "Una mezza verità è una bugia intera"